Periodico di attualità, politica e cultura meridionalista

martedì 21 agosto 2012

Emergenza rifiuti, Palermo tra fiamme e dossina


PALERMO – Notte di fuoco e non è solo colpa di Lucifero. Quello che sta avvenendo non dipende dal caldo africano che si sta abbattendo sulla penisola ma per via dell’emergenza rifiuti che è esplosa con violenza dopo la chiusura della discarica di Bellolampo che serve la città. In attesa della riapertura, che dovrebbe avvenire entro la prossima settimana, i sacchetti continuano ad accumularsi nelle strade e la popolazione esasperata per la puzza e il caldo torrido, ha cominciato a dare alle fiamme sempre più cassonetti. Ad essere colpiti sono soprattutto i quartieri Bonagia e Falsomiele mentre i carabinieri stanno effettuando controlli a tappeto sugli allevamenti che sorgono nelle aree circostanti la discarica, in particolare a Torre Ingastone e alla Torretta, dove le prime analisi hanno dimostrato che il valore della diossina contenuto nel latte munto dagli animali è tre volte superiore alla norma. Una situazione che rischia di danneggiare un settore vitale per la provincia e causare una emergenza sanitaria di proporzioni ancora mai verificatasi.

red. cro.

Regionali Sicilia, si profila lo scontro Musumeci - Crocetta (con fantasma)

 Rosario Crocetta
Nello Musumeci

PALERMO – C’è molta confusione sotto il cielo. Per ora l’unica candidatura certa è quella di Claudio Fava per contro di Sinistra e Libertà. Gianfranco Miccichè pareva pronto alla discesa in campo per tanti anni sognata ma proprio nelle scorse ore ha deciso di proporre la candidatura a Governatore di Nello Musumeci. Musumeci è già noto alla politica per il caos delle elezioni politiche del 2006. All’epoca Musumeci era stato cacciato da Alleanza Nazionale su ordine di Gianfranco Fini. Fece un suo movimento che presentò una lista alla Camera dei deputati nella sola sicilia. Raccolse più di 30mila voti. La differenza che aveva portato Prodi ha conquistare la Camera era di poco meno di 15mila voti. Se su Musumeci non avesse pesato il veto di Fini il centrodestra nel 2006 avrebbe vinto di oltre 15mila voti alla Camera e la storia politica degli ultimi anni sarebbe stata diversa. Tant’è che Musumeci cantò vittoria proprio presso il grande sconfitto, Berlusconi, che da allora lo considera l’uomo forte del centrodestra siciliano. Oggi leader de la Destra di Storace, Musumeci potrebbe “accontentare” Miccichè e far convergere su di sé il consenso del Pdl che attualmente brancola nel buio. I papabili che stanno facendo strabuzzare gli occhi ad Alfano sono almeno tre. Il primo è l’eterna promessa della politica siciliana, il Presidente dell’Assemblea Regionale Francesco Cascio che era già considerato un ottimo candidato Sindaco di Palermo. Il secondo nome che circola nel Pdl è quello del Rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla. Terzo, ma ormai considerato fuori dai giochi è il Presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione. Probabilmente Berlusconi porterà il Pdl a sostegno di Musumeci o Alfano farà la sintesi trovando un quarto candidato che scontenterà tutti. Il Partito Democratico è pronto a governare con l’Udc. I due partiti hanno ormai scelto di candidare l’ex Sindaco di Gela, Rosario Crocetta. Pur di vincere il cattolicissimo scudocrociato Casini è passato sopra le tendenze sessuali di Crocetta, omosessuale dichiarato che, nel corso di una intervista alla trasmissione radiofonica Klauscondicio ha affermato che, in caso di vittoria, rinuncerà al sesso per evitare di fare la fine di Berlusconi. La promessa castità piace all’Udc che ha dato il suo consenso all’alleanza e che potrebbe tirare dentro anche Futuro e Libertà. L’ex fascista Gianfranco Fini, pur di sopravvivere, ormai si allea con piacere ai nipotini promiscui di Botteghe Oscure e Piazza del Gesù, acerrimi nemici dei missini dell’epoca di Fini. A confermarlo è stato Italo Bocchino che barcolla tra l’asse Pd-Udc e quello del (fu) terzo polo Movimento per la Sicilia e Alleanza per l’Italia. Sicuramente il primo più promettente. Su tutto regna un’ombra nera: quella dell’ex Governatore Raffaele Lombardo che negli ultimi quattro anni ha avuto modo di governare e creare un apparato di controllo politico e amministrativo senza precedenti. Così, scavando dietro i nomi dei candidati a Palazzo dei Normanni scopri che dietro Rosario Crocetta ci sono due grandi elettori che di nome fanno Beppe Lumia e Antonello Cracolici, fautori del Pd pro Lombardo negli ultimi anni. Lo spirito Lombardorum aleggia però anche in casa Pdl dove ipoteca l’animo di Cascio, suo sostenitore da Presidente dell’Ars e dove mina la stabilità delle candidature di Musumeci e Castiglione. Musumeci è favorito nei sondaggi ma, come Castiglione, è catanese d.o.c., proprio come Lombardo. Riusciranno gli altri siciliani a ingoiare il rospo di un catanese, ancora alla guida del Governo Siciliano dopo la drammatica esperienza Lombardiana? Peserà anche il fattore “provincialistico” nella corsa alla Regione ma maggiormente significativo sarà vedere l’astensione che alle recenti amministrative l’ha fatta da padrona e ha inciso, non poco sui risultati elettorali.

PAOLO LUNA

Tentano la fuga dal centro di accoglienza, caos a Ragusa




RAGUSA – Un carabiniere e un poliziotto feriti, distrutti impianti di videosorveglianza, computer e altro materiale informatico. Questo il bilancio del tentativo di fuga dal centro di accoglienza di Pozzallo di 14 immigrati tunisini finiti in manette e accusati di resistenza e violenza contro le Forze dell’Ordine. I 14 immigrati erano sbarcati alcune settimane fa a Lampedusa dove già si vede l’alba di una nuova emergenza. Il tentativo di fuga è rientrato ma il rischio è quello di una ripresa degli sbarchi che rischia di aumentare alle stelle le tensioni accumulate negli ultimi due anni in Sicilia.

red. cro.

Una nave, un'armatura e una statua, i tesori di Capo Zeffirio


COSENZA – Un leone in bronzo ed una armatura in bronzo e rame. Questi i reperti che il mare Ionio ha restituito e che sono stati scoperti da tre sub calabresi. Il nucleo Patrimonio Artistico di Cosenza, guidato dal capitano Raffaele Giovinazzo, è già arrivato ad Africo per incontrare i sub che sono chiamati a ricostruire l’accaduto. Il ritrovamento potrebbe essere di importanza storica ma per stabilirlo i Carabinieri avvieranno tutte le verifiche del caso ed esperti studieranno i reperti ritrovati al largo di Capo Zeffirio. Della vicenda si occupa anche la Soprintendente ai Beni Archeologici della Calabria Simonetta Bonomi, ufficio a cui spetta la vigilanza e la conservazione dei beni ritrovati in Calabria. Ma la scoperta potrebbe costare cara ai tre sub che non hanno denunciato il ritrovamento entro le 24 ore previste dalla legge. I carabinieri dovranno capire se la mancata denuncia è dovuta a fini poco leciti o a semplice mancanza. Senza considerare che il leone e l’armatura potrebbero essere solo la punta dell’iceberg di un patrimonio archeologico ben più consistente. Una nave intera ed una statua sarebbero conservati al largo di Capo Bruzzano, carico affondato dopo aver urtato contro gli scogli secondo la prima ricostruzione dei sub. Tutta la Calabria è in attesa di conoscere se ci si trova di fronte ad una nuova scoperta paragonabile a quella avvenuta, 40 anni prima, a Riace quando emersero dalle acque i famosi bronzi.

red. cul.

Economia, gli imprenditori del Sud i più a disagio (ma falliscono meno)


NAPOLI – Il rapporto sul “disagio” degli imprenditori stilato dalla Fondazione Impresa traccia un quadro molto chiaro del divario Nord – Sud. Particolarmente disagiate la Campania e la Basilicata che sono ai vertici di questa classifica del disagio. Nonostante la vita dell’imprenditore meridionale sia più dura e difficile i dati indicano che su 10mila aziende hanno chiuso solo 7 aziende in Basilicato a fronte delle 31 della Lombardia. Quindi il disagio non si trasforma necessariamente in fallimento. Al terzo posto, nella classifica del disagio avvertito dagli imprenditori, le Marche e poi ancora Sud con Calabria e Sicilia. Ma l’indagine della Fondazione Impresa è riuscita anche a tracciare un quadro preciso delle aziende più incerte. Si tratta di quelle di nuova costituzione (con meno di cinque anni di vita) e di quelle piccole (con meno di 5 dipendenti soprattutto). Dopo di questi i titolari più preoccupati sono quelli che, negli ultimi anni, hanno fatto la scelta di innovare nonostante la crisi sempre più incombente. Più tranquilli gli imprenditori del Trentino, del Piemonte, dell’Emilia Romagna e del Veneto. Tra gli altri settori analizzati quello della comunicazione a banda larga (dove le peggiori regioni sono Marche e Basilicata), la densità ferroviaria (le reti meno sviluppate in Trentino, Basilicata, Umbria, Abruzzo, Puglia e Molise) e quella autostradale (ai vertici negativi la Sardegna e la Basilicata).

red. eco.

Truffa ai distributori, carabinieri in azione


TERAMO – Quando non basta il prezzo in aumento della benzina ci si mette anche la disonestà di alcuni gestori che, pensando di fare i furbi e scamparla, ritoccano le pompe di distribuzione. Così una vera e propria truffa ai danni degli automobilisti è stata scoperta dalla guardia di finanza di Teramo dove alcune pompe di benzina erano state manomesse in modo che dai serbatoi uscisse meno benzina di quanto effettivamente era stato richiesto (e pagato!) dagli ignari automobilisti. Le forze dell’ordine sono intervenute e hanno messo i sigilli ai distributori e denunciato per truffa i gestori.

red. cro.

lunedì 20 agosto 2012

L'EDITORIALE/ Monti fa l'ottimista e non vede l'autunno caldo


CASERTA - Monti intravede la fine della crisi. O è un estremo ottimista oppure un inguaribile bugiardo. Propendo per la seconda ipotesi. Il pinocchietto Monti continua a sbandierare a destra e a manca che tutto va bene. Ci ricorda qualcuno. Ci ricorda quel Berlusconi ultima maniera che si faceva in quattro ogni dì per sostenere che la crisi, tutto sommato, non stava toccando gli italiani e che i ristoranti (poveri ristoratori che faranno la felicità di politici ed economisti solo quando chiuderanno per mancanza di clientela!) erano sempre pieni. Monti fa di più, perché all’ottimismo berlusconiano poco adatto ad un tecnico, aggiunge quella punta di dico e poi smentisco che ha fatto la rovina del politico. Così già a marzo e a giugno aveva intravisto la fine della crisi, salvo poi ad aprile e luglio mazzolare ben bene, gli italiani con tasse, gabelle e questionari dell’Agenzia delle Entrate e dell’Equitalia. Il tutto con la scusa del precipizio che si allarga giorno dopo giorno. Circostanza che ci fa credere che questo autunno sarà veramente “caldo” come la Fornero, profetica pur senza lacrime, ha annunciato. Sono almeno tre i fronti che renderanno caldissimo l’autunno. In primo luogo dalla prosecuzione della folle politica del tassa e non spendi che sta uccidendo, quello che resta, delle piccole e medie imprese, le quali costituiscono l’ossatura portante dell’apparato produttivo di questo sgangherato paese. In secondo piano c’è il declino dell’euro e il continuo manifestarsi della inefficienza della burocrazia di Bruxelles. Non ci sono state aperture alla Grecia e alla Spagna, il cui stato comatoso è ormai evidente nonostante tutto l’impegno di Samaras e Rajoy per dimostrare la vitalità eurofila dei due paesi, e la Germania, complici Olanda e Finlandia, ha praticamente mandato a monte la partita del Meccanismo di salvaguardia Europea (Deo gratias), l’unico strumenti che la geniale mente dei grigi di Bruxelles era riuscito a farsi venire in mente per “salvare” gli Stati in difficoltà. L’uscita dalla Grecia dall’euro è tecnicamente possibile. Lo ha detto il responsabile dell’eurogruppo Junker. I giornali finlandesi hanno parlato di un piano già pronto per accompagnare i greci alla porta, stessa cosa che fece la stampa tedesca qualche mese fa. Piani segreti e smentite che non riescono a nascondere la dura realtà dei fatti. Terzo elemento è quello, molto sottovalutato, della fame che avanza nel Sud del mondo. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha lanciato l’appello alle plutocrazie (poco) democratiche di tutto il mondo, dal Canada alla Cina, dal G8 al G20, tutti insieme per risolvere il problema delle carestie che sta affliggendo i Sud del mondo. A causa delle anomalie temporali, ma soprattutto per via di poco accorte scelte di politiche di sviluppo e di sostegno al cosiddetto Terzo Mondo, sempre più paesi corrono il rischio di ritrovarsi con le coltivazioni distrutte. L’estate 2012 è la più arida degli ultimi dieci anni e i danni rischiano di diventare incalcolabili. Obama ha lanciato l’allarme non per spirito umanitario ma perché gli Stati Uniti sono coinvolti in prima linea nel dramma della carestie. Numerosi stati americani rishciano di vedere annullata la propria capacità produttiva. Questo porterà ad un aumento alle stelle dei beni di prima necessità. Il “Terzo mondo” sarà ancora più povero e affamato e quella migrazione dei popoli, ripresa con il primo sbarco di 400 migranti a Lampedusa, rischia di riprendere con maggiore forza. A queste tre grandi problematiche, e all’incapacità delle classi dirigenti mondiali di risolverle, si aggiungono le previsioni autunnali sui “piccoli problemi”, dalla benzina in aumento alla crisi siriana, dall’Ilva ai conflitti religiosi ed etnici, che contribuiranno a destabilizzare il quadro. Insomma, l’autunno caldo è alle porte, meno male che c’è Monti l’ottimista.

ROBERTO DELLA ROCCA